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Regolamente Festival di Sanremo 2010

Premessa

L´organizzazione generale del 60° Festival della Canzone Italiana di Sanremo (di seguito indicato anche come Sanremo 2010 o Festival di Sanremo o Festival) è stata affidata dal Comune di Sanremo alla Rai-Radiotelevisione italiana Spa.

RAIUNO, a cui è affidato l´incarico di realizzare Sanremo 2010, si avvale della collaborazione di Gianmarco Mazzi (direttore artistico) e Antonella Clerici che hanno elaborato il progetto di spettacolo del Festival di Sanremo 2010 e provvederanno alla composizione del cast, alla cura dei rapporti con le case-etichette discografiche e alle altre attività, così come stabilito dal presente Regolamento.

Clicca sui link in basso per scaricare il Regolamento

Regolamento.pdf 222.67Kb Numero di download: 172
Sanremo2010_ModA.pdf 175.81Kb Numero di download: 165
Sanremo2010_ModB.pdf 106.17Kb Numero di download: 139
- Inserito il 17 Nov 2009 da MLF
«Ossessionati da Mina. Ma lei non c´è»

Ornella Vanoni nel cd «Più di te» interpreta i successi dei cantautori: «A volte vorrei essere uomo»

MILANO - «A volte penso che mi piacerebbe diventare uo­mo, vivere una vita diversa e poi decidere. Ma non essendo possibile mi sono limitata a non stravolgere i testi dei can­tautori e cantare al maschile. Tanto i sentimenti sono molto simili. E poi non siamo mai tut­to uomo e tutto donna». Così scrive e così afferma Ornella Va­noni che dopo «Più di me», lan­cia «Più di te» (da domani nei negozi), che affronta il grande repertorio dei cantautori, in al­cuni casi duettando: in «Vita» con Lucio Dalla e Gianni Moran­di, in «Replay» con Samuele Bersani, in «Non abbiam biso­gno di parole» con Ron, in «Ani­ma» con Pino Daniele e in «I maschi» con Gianna Nannini («unica donna in mezzo agli uo­mini che - spiega Ornella - ha proposto una canzone con una carica maschile tale che in un disco popolato solo da uomi­ni ci sta benissimo»).

- Inserito il 12 Nov 2009 da MLF
Aznavour rende omaggio all´Italia in dodici canzoni. Il 4 arriva a Roma
ROMA - Tutto esaurito mercoledì 4 in Auditorium per Charles Azanavour. Il concerto del grande ritorno ha entusiasmato il pubblico

Il menù di canzo­ni è pensato per appagare chi ha nel cuore Charles Aznavour. Il contesto orchestrale e sceni­co anche. Gli anni non aiutano la voce, ma la classe e l´elegan­za dell´autore-interprete sono intatte. Al ritorno in Italia do­po 26 anni - l´altra sera al Re­gio di Parma, prima tappa di un tour che tocca Firenze, il 3 Milano, il 4 Roma, il 6 Ca­tanzaro e il 9 Bari - l´artista 85enne si dà senza risparmio, con una virtuosa big band. Il menù di canzoni in italiano è abbondante: Dopo l´amore, Buon Anniversario, Morir D´amore, Devi Sapere, L´istrio­ne, Non mi scorderò mai, Quel che non si fa più, Ave Maria, Ie­ri si, E io fra di voi, La Bohème, Com´è triste Venezia.

- Inserito il 01 Nov 2009 da MLF
Ramazzotti - Le ali e le radici di questo show
Ramazzotti 2009, quello di «Ali e radici». Le ali del nuovo spettacolo sono costituite da una band prevalentemente americana dove spicca il bravissimo e costosissimo chitarrista Mike Landau, il turnista di fiducia delle star, da Tina Turner a Miles Davis. Le ali sono anche un sound poco sdolcinato e molto duro, anglosassone (mitico il sax di Everette Harp) che in molti brani perde le sue connotazioni originarie (come nella rilettura super-elettrica di «Adesso tu»). Le ali sono poi le incredibili scenografie fatte da un muro di container, che sembrano pachidermi e in realtà si rivelano versatili nicchie per movimentare la scena, create da un campione del Cirque du Soleil come Gulillame Lord. Le radici sono Claudio Guidetti, autore storico di Ramazzotti alle chitarre, l´ utilizzazione ibrida delle tre coriste (le tre caravelle come le chiama lui) - Chiara, Sara e Romina - un po´ vocalist e un po´ ballerine (non è facile danzare con una mano occupata dal microfono). Le radici sono infine una scaletta accattivante e prudente con brani nuovi dispensati col contagocce: si punta sui classici con la riscossa di alcuni pezzi non sempre capiti dai fan come «Fuoco nel fuoco». E´ uno dei migliori concerti della carriera di Ramazzotti. Rigoroso, cesellato, attento ai dettagli (altro che italiani approssimativi) in una scena dove succede sempre qualcosa. A sottolineare la famosa comunicazione non verbale dell´ artista che spiega il suo seguito planetario.

Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 22 Ott 2009 da MLF
Testa, il paroliere che vinse tutto: dallo Zecchino ai Golden Globe
MILANO - «Carina», «Quando vien la sera», «Quando quando quando», «Un anno d´ amore», «Cicale»: è difficile non conoscere almeno una delle tante canzoni firmate da Alberto Testa, scomparso lunedì a Velletri dopo una lunga malattia polmonare all´ età di 82 anni (i funerali si terranno domani a Roma nella chiesa degli artisti di piazza del Popolo). Il dato stupefacente di questo poeta non sono tanto i mille brani scritti fra il 1958 e i giorni nostri, quanto la sua capacità di saper interpretare nel tempo i gusti della gente, distribuendo le sue canzoni nell´ arco di varie generazioni di cantanti, da Tony Dallara con «Brivido blu» a Mina («Renato», «Un buco nella sabbia») alla Vanoni («Io ti darò di più») fino ad Andrea Bocelli («Se la gente usasse il cuore»). Senza contare le sue canzoni diventate un cult per i bambini, come «Cicale» che lanciò in tv Heather Parisi. Alberto Testa era nato a Santos, in Brasile, l´ 11 aprile del 1927. Rientrato in Italia si stabilì a Varazze. Si arruolò nei paracadutisti e finì prigioniero nel Texas. 
- Inserito il 21 Ott 2009 da MLF

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