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Testa, il paroliere che vinse tutto: dallo Zecchino ai Golden Globe
MILANO - «Carina», «Quando vien la sera», «Quando quando quando», «Un anno d´ amore», «Cicale»: è difficile non conoscere almeno una delle tante canzoni firmate da Alberto Testa, scomparso lunedì a Velletri dopo una lunga malattia polmonare all´ età di 82 anni (i funerali si terranno domani a Roma nella chiesa degli artisti di piazza del Popolo). Il dato stupefacente di questo poeta non sono tanto i mille brani scritti fra il 1958 e i giorni nostri, quanto la sua capacità di saper interpretare nel tempo i gusti della gente, distribuendo le sue canzoni nell´ arco di varie generazioni di cantanti, da Tony Dallara con «Brivido blu» a Mina («Renato», «Un buco nella sabbia») alla Vanoni («Io ti darò di più») fino ad Andrea Bocelli («Se la gente usasse il cuore»). Senza contare le sue canzoni diventate un cult per i bambini, come «Cicale» che lanciò in tv Heather Parisi. Alberto Testa era nato a Santos, in Brasile, l´ 11 aprile del 1927. Rientrato in Italia si stabilì a Varazze. Si arruolò nei paracadutisti e finì prigioniero nel Texas. 
- Inserito il 21 Ott 2009 da MLF
Morta Carla Boni, voce del «Mambo italiano»
MILANO - Carla Boni, morta ieri a Roma dopo una malattia che l´ aveva colpita in gennaio, faceva parte di quell´ universo canoro che dominò gli anni Cinquanta. Il suo nome è associato prima di tutto a quello del cantante Gino Latilla con cui si sposò e divorziò, non senza aver dato vita con lui a una serie di formidabili duetti, come «Casetta in Canadà» che trionfò al festival di Sanremo del 1957. Ma Carla Boni (vero nome Carla Gaiano) non era solo, insieme a Nilla Pizzi, Flo Sandon´ s, Betty Curtis, Wilma De Angelis una delle tante reginette del bel canto all´ italiana. Era, a suo modo, una innovatrice, la «cantante dell´ urlo», come fu definita nel 1952 per il suo acuto strappato a tutta voce alla fine di «Jezabel» («Sembravi discesa dal ciel..»), poco prima di vincere Sanremo, nel 1953, con «Viale d´ autunno», in coppia con Flo Sandon´ s, brano che la consacrò anche come rivale di Nilla Pizzi. Una rivalità che andava oltre la musica, visto che suo marito Gino Latilla (dal quale poi si separò negli anni Ottanta) aveva avuto prima una lunga storia proprio con Nilla. Aveva 84 anni ed era nata a Ferrara. Negli anni Cinquanta fu una delle stelle dell´ Orchestra di Cinico Angelini (vero nome Angelo Cinico).
- Inserito il 18 Ott 2009 da MLF
Venditti: «Per mia madre ero un perdente e un fallito»

Nel libro «L´importante è che tu sia infelice»: «Voleva che avessi una vita piena di amarezze».

MILANO - "Una mamma do­minatrice, anaffettiva, ossessi­va, in una parola devastante. E´ il ritratto della professoressa Wanda Sicardi Venditti, nella impietosa descrizione che ne fa il figlio Antonello Venditti nel libro L´importante è che tu sia infelice (Mondadori, pagg. 146, 17 euro). Il titolo è una fra­se ricorrente della signora Wanda al piccolo Antonello, grassoccio e insicuro. «Ha im­maginato per me una vita di amarezze e delusioni in cui avrebbe potuto ancora farmi da mamma». Un comporta­mento che il cantautore descri­ve in maniera impietosa. Cui si contrappone una figura pater­na, Vincenzino Italo, che è l´esatto contrario. Eroe di guer­ra, positivo. E´ nella carriera prefettizia (con delicati incari­chi nei servizi segreti), ma anarchico nel cuore. Appoggia in tutto Antonello ammini­strandone con saggezza i pro­venti e sollevandolo da un rap­porto diretto col denaro verso il quale l´artista provava poco interesse.

- Inserito il 17 Ott 2009 da MLF
Aznavour: «Ho lasciato l´Italia perché non avevo più chi scriveva per me»

«´Quello che si dice´ credo abbia giovato alla causa degli gay, allora oggetto di scherno e discriminazione»

MILANO - «Le canzoni in italiano che non ho dimentica­to sono due: ´Buon anniversa­rio´ e ´Com´è triste Venezia´, così popolare nel mondo che me l´hanno cantata anche de­gli operai di una fabbrica di si­gari a Cuba». In realtà Azna­vour, assente dai palcoscenici italiani da 26 anni, nel suo tour che parte il 30 ottobre dal Teatro Regio di Parma, promet­te almeno sei canzoni nella no­stra lingua, una in inglese, una in spagnolo e tutte le altre in francese. Ottantacinque anni portati benissimo, il grande vecchio della canzone d´Oltralpe rispon­de con spirito e prontezza a qualsiasi domanda. Anche ad una sul premier: «Conosco Ber­lusconi da prima che facesse politica. Di un uomo che sa can­tare tutte le mie canzoni, ha una casa con dei bellissimi qua­dri e dove si mangia e si beve benissimo non posso che parla­re bene». E come politico? «Non ho la competenza per giudicare: sono un ambasciato­re dell´Onu e dell´Armenia. La diplomazia mi appartiene, la politica no».

- Inserito il 10 Ott 2009 da MLF
Elton John a Milano emoziona ancora i fan (e lo show diventa cd)

La dedica a un giovane ucciso perché gay

MILANO - E´ salito sul pal­co in anticipo, poco prima del­le 21. Il suo aereo personale lo aspettava a Linate per portar­lo in Costa Azzurra. Elegante, meno eccentrico del solito, abito scuro e stola rosseggian­te. Indomabile, il campione del pop-rock inglese Elton John si è esibito al Fo­rum di Assago davanti a quasi ottomila spettatori. Esauriti i biglietti più cari da 170 euro, invenduti i popolari. La se­quenza è quella ben conosciu­ta dai fan: «The One» con lun­ga coda strumentale, seguita da due reperti degli anni Set­tanta come «Sixty Years On» (struggente, da lui ha presen­tata affabilmente sottolinean­done la vetustà), «The Grea­test Discovery» e la più recen­te ballata-politica «Ballad of the Boy in the Red Shoes» (da «Songs from the West Coast» del 2001). E non mancano nel­la prima parte classici immor­tali e ben conosciuti dal pub­blico come «Rocket-man», «Nikita», «Tiny Dancer» e «Your Song».

- Inserito il 30 Set 2009 da MLF

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