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E se fosse Morandi?
La colpa deve essere tutta della cosiddetta segmentazione dei consumi culturali: ognuno si sceglie ciò che vuole e addio omologazione, anche per quel che riguarda il tormentone estivo. Insomma, difficile riunire tanti consumatori sotto un solo brano-bandiera. Peccato, o forse no. Ma a ben vedere una canzone che forse più di altre si farà ricordare c´è anche quest´anno, ancorché arrivi da lontano. Radio accesa. Bella questa versione inglese di «Scende la pioggia». Già, potrebbe essere il tormentone dell´ estate. In realtà non si tratta di una cover, ma dell´ originale dei Turtles (titolo «Eleonore») rilanciato da un film cult I Love Radio Rock, ambientato sulla mitica «Caroline», la stazione pirata che trasmetteva rock negli anni Sessanta da una nave ancorata in acque internazionali violando il rigido monopolio delle emittenti statali. E in sfregio alla Bbc, che trasmetteva solo due ore di rock alla settimana. Ecco, siamo ridotti a cercare il tormentone dell´ estate in una canzone del 1968 che Migliacci adattò a Gianni Morandi sfruttando appieno le meravigliose armonie della musica e riscrivendo ex novo il testo. Così il passato remoto musicale batte le numerose candidate tormentone.

Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 07 Ago 2009 da MLF
L´ omaggio a Gaber finisce in lite

Veltroni e Bertinotti lo celebrano ma il sindaco pdl va via: «No alle tribune» A teatro Il primo cittadino Lunardini lascia il teatro, il presentatore Iacchetti lo cerca tra le prime file

«Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre. Qualcuno era comunista perché si sentiva solo». Il regalo dei settant´ anni (li avrebbe compiuti quest´ anno) Giorgio Gaber lo ha ricevuto ieri da Fausto Bertinotti e Walter Veltroni alla Cittadella del Carnevale nella prima serata del Festival del Teatro Canzone. Si sono ritrovati sul palco in un dibattito a due voci coordinato da Curzio Maltese, dove hanno ricordato, ciascuno a suo modo, il grande e scomodo cantautore. Ma l´ atmosfera e gli argomenti non sono piaciuti al sindaco di Viareggio, Luca Lunardini del Pdl. Così durante il talk show il primo cittadino ha lasciato il teatro dicendo: «Mi piace Gaber ma non mi piacciono le tribune politiche».

- Inserito il 25 Lug 2009 da MLF
I Pooh in tour: trentotto date per dare l´ addio
MORBEGNO - «Un papa non può dimettersi» grida una fan all´ indirizzo di Stefano D´ Orazio, il batterista che ha deciso di abbandonare per sempre i Pooh. L´ inizio della tournée di «fine gruppo» è stasera nel cortile della Reggia di Caserta. Ma l´ anteprima dell´ altra sera a Morbegno in un clima di rovente entusiasmo, fa capire che il tour d´ addio della storica band non è un evento qualsiasi. Facchinetti, Battaglia, Canzian e il "disertore" D´ Orazio dovevano tenere quattro concerti. Sono diventati 38, l´ ultimo a Milano il 30 settembre. C´ è speranza che il batterista Stefano D´ Orazio, commosso dalla fedeltà dei fan, ritorni sulla sua decisione? «Il mio punto di vista non cambia - ribadisce l´ interessato - ho 60 anni e voglio vivere altre esperienze». Quali? «Scrivere due musical e fare un figlio». E gli altri tre? «Sostituire D´ Orazio? Banale e improbabile. Cambiare formula? Chissà. Per ora solo una gran voglia di continuare». Voglia che si esprime in un concerto di tre ore e 45 canzoni.. Privilegiati i brani che coinvolgono nel canto tutti e quattro come «Anni senza fiato», «Buona fortuna», «Uomini soli». La parte migliore è quella del pop sinfonico, aperta da «Viva» e chiusa da «Parsifal». Nei bis i classici, da «Pensiero» a «Piccola Katy».

Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 18 Lug 2009 da MLF
Madonna a San Siro: omaggio a Jacko
Al grido «Ciao Milano» è cominciato il concerto

MILANO - Madonna sul tro­no. La regina del pop si è confer­mata tale ieri a San Siro, davan­ti a 55 mila spettatori accaldati e calorosi, personaggio trasver­sale in grado di unire continen­ti e generazioni. Uno show on the road da oltre un anno è sta­to ancora in grado di calamitare le folle. Spettacolo complicato che lei affronta con precisione, rabbia e grinta come conferma un episodio accaduto nel pome­riggio di ieri. Erano le 17 e le prove erano in ritardo. Le han­no chiesto: «Possiamo aprire le porte dello stadio?». E lei: «No, che aspettino, we have to do a fucking show (dobbiamo fare un dan­nato spettacolo)». Alle 21.26 assordan­te brontolio di basse frequenze. Poco dopo «Candy Shop» dà ini­zio a una indimentica­bile sarabanda: è un brano apparentemente stereotipato, in realtà cesellato in un illusorio disordi­ne durante cui inserisce un lapi­dario «Ciao Italia».

- Inserito il 15 Lug 2009 da MLF
Ligabue a Verona mischia il rock con la sinfonica
Dopo la dimensione acustica del tour teatrale con Mauro Pagani (2003), l´ evoluzione dal vivo di Ligabue si esprime in questo cd+dvd che documenta le sette date con l´ orchestra dell´ Arena di Verona (70 elementi, con la band 77). In scaletta i brani da solo con l´ orchestra (fra cui «Sono qui per l´ amore» e «Il giorno di dolore che uno ha»), quelli con la band (da «Questa è la mia vita» a «Happy Hour», «Niente paura», «Tutti vogliono viaggiare in prima» e «Le donne lo sanno») e quelli in cui la componente rock e quella sinfonica interagiscono («Viva!», «Sulla mia strada», «Piccola stella senza cielo» e «Buonanotte all´ Italia»). Sono i più riusciti e danno alle canzoni nuovo valore e nuovo sapore valorizzando anche i testi. Reduce da un tour nelle principali capitali europee, il rocker tornerà all´ Arena di Verona dal 24 settembre al 3 ottobre.

Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 28 Giu 2009 da MLF

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