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Giovanni Baglioni: quasi l´ Allevi della chitarra
Per le prime 6 tracce il disco del figlio unigenito di Claudio Baglioni ha l´aria di un ermetico virtuosismo per chitarra. Strumento che conosce meglio del padre e sul quale compone delicate e complesse armonie (pur se lo strumento d´ eccellenza è il pianoforte). E´ una musica pittorica, potremmo dire una sorta di Giovanni Allevi della chitarra. Con il pregio di non indugiare in nessun stile particolare, con una certa originalità anche se mai travolgente. Giovanni Baglioni è l´esatto contrario del padre: l´architetto di Piccolo grande amore ha bisogno di 26 rette per individuare un punto con una certa sicurezza, al figlio nel bastano due, come ai comuni mortali. E riesce con pochi delicati tratti di penna, anzi di... pennetta a definire una situazione. Un sapiente sussurro nel caos sonoro imperante.

Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 07 Giu 2009 da MLF
Mina, ecco l´opera omnia (o quasi) Un lungo viaggio di musica e parole

Si va dall´ interprete pura al periodo dell´ autodeterminazione Proposte Pezzi inediti, scelti fra centinaia di proposte ricevute da autori noti, ma anche da sconosciuti Jazz In «Caterpillar» composizioni difficili eseguite con il gotha del grande jazz italiano

Una lunga storia di... musica e parole. Con diciotto uscite, pari a 26 album, il Corriere della Sera mette di fatto i propri lettori nelle condizioni di avere a casa l´ opera completa di Mina. La serie di cd in vendita con il quotidiano, si apre con l´ intera sequenza «Del mio meglio» che rappresenta la Mina interprete pura, virtuosa e pure estrosa, ma in qualche modo ancora influenzata nelle scelte da produttori, consiglieri discografici. È il biglietto da visita di un viaggio ricco e complicato, che spazia su molti autori e generi, ma con una netta propensione al melodico: una sequenza mozzafiato fra «Io vivrò senza te», «Se stasera sono qui», «Vedrai vedrai», «Yesterday», «Bugiardo e incosciente» (in cui riesce a rappresentare con inusitata drammaticità tutte le contraddizioni dell´ universo sentimentale maschile). Ma subito dopo spunta la Mina che affronta senza problemi, macinando secondo il suo stile, i repertori più disparati, i Beatles (succede nel ´ 93 e c´ è una «Something» da manuale), i brasiliani («A banda - La banda»; «Tem mais samba»; «Nem vem que não tem» (Sacumdì sacumdà) e il repertorio di Enzo Jannacci (preferendo le canzoni più struggenti come «Vincenzina e la fabbrica», «Sfiorisci bel fiore»).

- Inserito il 05 Giu 2009 da MLF
Il mondo di Mina in ventisei album Ferrio: la sua voce fa più bello tutto

«Una perfezionista, per un direttore starle a fianco è il massimo»

MILANO - Per la prima volta viene pubblicato a prez­zi popolari qualcosa che asso­miglia molto all´opera omnia di Mina. In ventisei album - che il Corriere della Sera offre ai propri lettori nell´arco di 18 uscite a partire da oggi - è racchiusa una carriera incredi­bile, cominciata alla fine de­gli anni ´50. La prima uscita è con il cd singolo «Del mio me­glio 1» al prezzo speciale di 4,90 euro (oltre al costo del quotidiano); la seconda, da ve­nerdì 5, sarà con «Del mio me­glio 2» più l´album «Mina can­ta i Beatles» (a 12,90 euro) e così via, fino al 25 settembre. Mina non è solo voce fra le più apprezzate nel panorama pop mondiale, ma rappresen­ta un punto di riferimento per tutte le interpreti femmi­nili.

- Inserito il 03 Giu 2009 da MLF
«Rubano il brano di beneficenza»

Caterina Caselli: «Download illegali, non c´è pietà per nessuno»

MILANO - «Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità». Parola di Caterina Caselli, che con la sua struttura discografica mes­sa a disposizione gratuitamen­te ha prodotto il brano «Doma­ni 21/4/09» destinato a racco­gliere fondi nell´ambito del­l´operazione «Artisti uniti per l´Abruzzo». «Non credevo che ci fosse così tanta gente che da una parte depaupera una inizia­tiva senza precedenti e dall´al­tra disprezza il lavoro gratuito che decine di artisti famosi e centinaia di persone sconosciu­te hanno messo in atto». Che cosa è successo? Lo spie­ga un comunicato diffuso ieri dalla Federazione contro la pira­teria musicale (Fpm) che ha ri­levato un´ingente diffusione il­legale sulle reti di file sharing, in particolare di eMule, di «Do­mani 21/4/09», il brano realiz­zato da oltre 60 artisti italiani, capitanati da Jovanotti e Giu­liano Sangiorgi dei Negrama­ro, per raccogliere fondi per la ricostruzione del Conservatorio «Alfredo Casella» e del Teatro Stabi­le dell´Aquila colpiti dal si­sma.
- Inserito il 09 Mag 2009 da MLF
«Ma stare in scena mi fa ancora paura»
Tiziano Ferro conquista tutti stravolgendo il grande passato del pop italiano

RIMINI - Decine di concerti esauriti da qui a luglio, addirittura un raddoppio all´Olimpico di Roma. Il fenomeno Tiziano Ferro conquista la grande platea. Ieri il trionfale debutto al 105Stadium di Rimini con una produzione decisamente hi-tech con due ballerini acrobatici, due coriste, una buona band, 24 brani e un artista che si conferma il più originale e convincente della nuova generazione nella scrittura e nello stile di canto. Tiziano Ferro è l´alfiere di un pop che recepisce il grande passato melodico e armonico della canzone italiana e lo stravolge seguendo percorsi complessi e capricciosi nei testi e nelle musiche. I tracciati di ogni canzone sono assolutamente imprevedibili e ciononostante entrano immediatamente sotto la pelle. In ogni canzone c´è almeno un passaggio che spacca il cuore grazie a un sapiente uso delle armonie. A cominciare da «La tua vita non passerà» che apre questo «Alla mia età tour». Il velario si squarcia subito dopo con «Stop dimentica» in cui si notano quei bagliori di rap dal volto umano che poi vengono richiamati dagli acrobatici ballerini di break dance. Tre sono i percorsi musicali favoriti di Tiziano Ferro: quello modello montagne russe (cadute, risalite, impennate veloci, rallentamenti improvvisi) come la recente «La traversata dell´estate» o «Ti scatterò una foto», quello ipnotico come «Ti voglio bene» o «Rosso relativo», e infine quella della grande enfasi armonico-melodico come, «Xdono», «Sere nere», «Il regalo più grande» che conclude lo show prima dei bis. «Le canzoni che mi hanno folgorato» confessa Tiziano Ferro dopo il debutto «sono tre vincitrici di Sanremo: "Se stiamo insieme" di Riccardo Cocciante, "Perdere l´amore" di Massimo Ranieri e "Uomini soli" dei Pooh"». Questi riferimenti vengono rielaborati da Tiziano Ferro e contaminati con situazioni ritmiche (come l´aggiunta di un tamburo africano in «L´olimpiade») e il canto stesso diventa ritmo in «Rosso relativo» e pure in «Xdono». Da un punto di vista teatrale Tiziano Ferro appare forte e fragile allo stesso tempo. Forte di una vocalità e di uno stile a robusta identità, fragile perché incontra una certa difficoltà a superare il complesso del brutto anatroccolo. «La parte fisica del mio stare in scena è quella che mi spaventa di più. A volte mi sembra di essere ancora quello che pesava 111 chili. E poi è veramente complicato dare una rappresentazione visiva delle canzoni. All´inizio volevo più ballerini, ma non ho trovato danzatori urbani all´altezza». Ferro sforza la voce in modo da adeguarla alle frequenze di certi suoni campionati. «Vero. La Carrà sostiene che è pericoloso, che potrei diventare afono. Ma finora non è successo». Lo spettacolo corre veloce, intenso e travolgente. Con un artista che conferma e smentisce tutto il passato della canzone italiana, che si concede con grande generosità, con una voce che si fa lamento o nitrito, capace di sommergere con una raffica di pseudoritornelli lapidari. A momenti contorto, a tratti solare. Non ci sono canzoni brutte se non forse «E Raffaella è mia», stupidina ma danzereccia. Artista interessante e travagliato. Simbolo della sua prigionia è lo smoking che indossa per i brani «Per un po´ sparirò» e «Al tempo stesso». Brave le due coriste, ampio il set, agibile in ogni sua parte con un gioco di passerelle, numerose le trovate spettacolari come quella di cantare sospeso a sei metri dal suolo su una piattaforma appesa a cavi. Ma l´insieme aggiunge poco a un repertorio da manuale, che è ormai impossibile non conoscere, dove sia gli hit tipo «Ero contentissimo» o «Alla mia età» che i brani meno noti come «Xverso» o la vendittesca «Fotografie della tua assenza», incantano. Prossimi appuntamenti domani a Torino e il 22 a Firenze (a Brescia il 30, a Milano il 4 e 5 maggio, a Roma il 24 e 25 giugno). Mario Luzzatto Fegiz
- Inserito il 19 Apr 2009 da MLF

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