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Giovanni Baglioni: quasi l´ Allevi della chitarra
Per le prime 6 tracce il disco del figlio unigenito di Claudio Baglioni
ha l´aria di un ermetico virtuosismo per chitarra. Strumento che
conosce meglio del padre e sul quale compone delicate e complesse
armonie (pur se lo strumento d´ eccellenza è il pianoforte). E´ una
musica pittorica, potremmo dire una sorta di Giovanni Allevi della
chitarra. Con il pregio di non indugiare in nessun stile particolare,
con una certa originalità anche se mai travolgente. Giovanni Baglioni è
l´esatto contrario del padre: l´architetto di Piccolo grande amore ha
bisogno di 26 rette per individuare un punto con una certa sicurezza,
al figlio nel bastano due, come ai comuni mortali. E riesce con pochi
delicati tratti di penna, anzi di... pennetta a definire una
situazione. Un sapiente sussurro nel caos sonoro imperante.
Mario Luzzatto Fegiz - Inserito il 07 Giu 2009 da MLF
Mina, ecco l´opera omnia (o quasi) Un lungo viaggio di musica e parole
Si va dall´ interprete pura al periodo dell´ autodeterminazione
Proposte Pezzi inediti, scelti fra centinaia di proposte ricevute da
autori noti, ma anche da sconosciuti Jazz In «Caterpillar» composizioni
difficili eseguite con il gotha del grande jazz italiano
- Inserito il 05 Giu 2009 da MLF
Il mondo di Mina in ventisei album Ferrio: la sua voce fa più bello tutto
«Una perfezionista, per un direttore starle a fianco è il massimo» - Inserito il 03 Giu 2009 da MLF
«Rubano il brano di beneficenza»
Caterina Caselli: «Download illegali, non c´è pietà per nessuno»MILANO - «Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità». Parola di Caterina Caselli, che con la sua struttura discografica messa a disposizione gratuitamente ha prodotto il brano «Domani 21/4/09» destinato a raccogliere fondi nell´ambito dell´operazione «Artisti uniti per l´Abruzzo». «Non credevo che ci fosse così tanta gente che da una parte depaupera una iniziativa senza precedenti e dall´altra disprezza il lavoro gratuito che decine di artisti famosi e centinaia di persone sconosciute hanno messo in atto». Che cosa è successo? Lo spiega un comunicato diffuso ieri dalla Federazione contro la pirateria musicale (Fpm) che ha rilevato un´ingente diffusione illegale sulle reti di file sharing, in particolare di eMule, di «Domani 21/4/09», il brano realizzato da oltre 60 artisti italiani, capitanati da Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, per raccogliere fondi per la ricostruzione del Conservatorio «Alfredo Casella» e del Teatro Stabile dell´Aquila colpiti dal sisma. - Inserito il 09 Mag 2009 da MLF
«Ma stare in scena mi fa ancora paura»
Tiziano Ferro conquista tutti stravolgendo il grande passato del pop italiano
RIMINI - Decine di concerti esauriti da qui a luglio, addirittura un raddoppio all´Olimpico di Roma. Il fenomeno Tiziano Ferro conquista la grande platea. Ieri il trionfale debutto al 105Stadium di Rimini con una produzione decisamente hi-tech con due ballerini acrobatici, due coriste, una buona band, 24 brani e un artista che si conferma il più originale e convincente della nuova generazione nella scrittura e nello stile di canto. Tiziano Ferro è l´alfiere di un pop che recepisce il grande passato melodico e armonico della canzone italiana e lo stravolge seguendo percorsi complessi e capricciosi nei testi e nelle musiche. I tracciati di ogni canzone sono assolutamente imprevedibili e ciononostante entrano immediatamente sotto la pelle. In ogni canzone c´è almeno un passaggio che spacca il cuore grazie a un sapiente uso delle armonie. A cominciare da «La tua vita non passerà» che apre questo «Alla mia età tour». Il velario si squarcia subito dopo con «Stop dimentica» in cui si notano quei bagliori di rap dal volto umano che poi vengono richiamati dagli acrobatici ballerini di break dance. Tre sono i percorsi musicali favoriti di Tiziano Ferro: quello modello montagne russe (cadute, risalite, impennate veloci, rallentamenti improvvisi) come la recente «La traversata dell´estate» o «Ti scatterò una foto», quello ipnotico come «Ti voglio bene» o «Rosso relativo», e infine quella della grande enfasi armonico-melodico come, «Xdono», «Sere nere», «Il regalo più grande» che conclude lo show prima dei bis. «Le canzoni che mi hanno folgorato» confessa Tiziano Ferro dopo il debutto «sono tre vincitrici di Sanremo: "Se stiamo insieme" di Riccardo Cocciante, "Perdere l´amore" di Massimo Ranieri e "Uomini soli" dei Pooh"». Questi riferimenti vengono rielaborati da Tiziano Ferro e contaminati con situazioni ritmiche (come l´aggiunta di un tamburo africano in «L´olimpiade») e il canto stesso diventa ritmo in «Rosso relativo» e pure in «Xdono». Da un punto di vista teatrale Tiziano Ferro appare forte e fragile allo stesso tempo. Forte di una vocalità e di uno stile a robusta identità, fragile perché incontra una certa difficoltà a superare il complesso del brutto anatroccolo. «La parte fisica del mio stare in scena è quella che mi spaventa di più. A volte mi sembra di essere ancora quello che pesava 111 chili. E poi è veramente complicato dare una rappresentazione visiva delle canzoni. All´inizio volevo più ballerini, ma non ho trovato danzatori urbani all´altezza». Ferro sforza la voce in modo da adeguarla alle frequenze di certi suoni campionati. «Vero. La Carrà sostiene che è pericoloso, che potrei diventare afono. Ma finora non è successo». Lo spettacolo corre veloce, intenso e travolgente. Con un artista che conferma e smentisce tutto il passato della canzone italiana, che si concede con grande generosità, con una voce che si fa lamento o nitrito, capace di sommergere con una raffica di pseudoritornelli lapidari. A momenti contorto, a tratti solare. Non ci sono canzoni brutte se non forse «E Raffaella è mia», stupidina ma danzereccia. Artista interessante e travagliato. Simbolo della sua prigionia è lo smoking che indossa per i brani «Per un po´ sparirò» e «Al tempo stesso». Brave le due coriste, ampio il set, agibile in ogni sua parte con un gioco di passerelle, numerose le trovate spettacolari come quella di cantare sospeso a sei metri dal suolo su una piattaforma appesa a cavi. Ma l´insieme aggiunge poco a un repertorio da manuale, che è ormai impossibile non conoscere, dove sia gli hit tipo «Ero contentissimo» o «Alla mia età» che i brani meno noti come «Xverso» o la vendittesca «Fotografie della tua assenza», incantano. Prossimi appuntamenti domani a Torino e il 22 a Firenze (a Brescia il 30, a Milano il 4 e 5 maggio, a Roma il 24 e 25 giugno). Mario Luzzatto Fegiz - Inserito il 19 Apr 2009 da MLF
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