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«Scrivo canzoni per far pensare i giovani»

La svolta rock di Giuseppe Povia: «Dal vivo chitarre elettriche sparate a tutto volume»

Un po´ cantautore un po´ cantastorie, Giuseppe Povia si è rivelato subito come grande comunicatore che ama toccare le corde più profonde del pubblico con slogan di grande impatto oppure puntando su temi capaci di dividere clamorosamente l´opinione pubblica. La rivelazione a Sanremo fuori gara con «I bambini fanno oh», vincitrice morale del Festival 2006, poi vittoria formale l´anno successivo con «Vorrei avere il becco», inno alla monogamia e alla fedeltà coniugale. In tempi recenti la dirompente «Luca era gay», la storia di un omosessuale che scopre i piaceri del sesso opposto e, quest´anno, «La verità» ispirata alla controversa tragedia di Eluana Englaro.

- Inserito il 27 Apr 2010 da MLF
Due titani, 30 anni dopo

Dalla e De Gregori di nuovo insieme come ai tempi di «Banana Republic»: stavolta regalano molti duetti

«Banana Republic», oltre 30 anni fa, fu un operazione forse più politica che artistica, in cui la protezione del servizio d´ordine del Pci riaprì gli stadi italiani alla musica. «Work in progress» di Dalla e De Gregori, che approda dal 5 maggio agli Arcimboldi, è musica e divertimento puro. Era il ´79 quando i due decisero l´avventura negli stadi. In realtà cantavano insieme solo due brani («Ma come fanno i Marinai» e «Banana republic»). Poi ciascuno nel suo repertorio con la propria band. Fu una svolta. Stadi e palasport erano da tempo chiusi alla musica; De Gregori non aveva superato lo choc del processo subito al Palalido a opera di un gruppo di estremisti, Dalla si era beccato una molotov durante un concerto al Castello Sforzesco. I concerti erano diventati il terreno di scontro preferito dai vari gruppi dell´ultrasinistra, le star straniere disertavano l´Italia.

- Inserito il 26 Apr 2010 da MLF
I Litfiba di nuovo sul palco: rock, ironia e provocazioni dopo dieci anni da divorziat
MILANO - «Benvenuti nel libero stato di Litfiba, benvenuti ai superstiti dei mezzi di distrazione di massa, benvenuto a chi non vuole proibizioni». Una raffica di slogan, toni da comiziante indemoniato. In oltre 12 mila con le braccia alzate e i telefonini-telecamera accesi. Jeans e look alternativi. Parte «Proibito», linguaggio duro («Mi hai votato? Vaffa...»). Pelù e i Litfiba sono risorti. C´è fame di rock sporco, duro e puro, che dà emozioni forti, che odora di impegno, che evoca battaglie civili, ma anche passione, sesso, paesi lontani, mistero essoterico. Più avanti altre provocazioni: il brano «Bambino» viene dedicato al Papa. Così si spiega l´assalto dei fan ieri sera al Forum per il ritorno dei Litfiba nella loro formula originaria centrata sul chitarrista autore-produttore Ghigo Renzulli e il cantante Piero Pelù. Difficile immaginare due personaggi più lontani. Renzulli è l´antispettacolo per eccellenza, non ha presenza scenica, ma è un abilissimo stratega della scrittura e dell´orchestrazione oltre che ottimo chitarrista.
- Inserito il 14 Apr 2010 da MLF
La svolta: talent show e «cover» del passato Son tornate le canzoni

E Morgan funziona meglio su YouTube

SANREMO - Quello che si è appena concluso non è stato solo il festival dello scontro generazionale fra gli artisti storici o comunque di gavetta classica e i giovani leoni dei talent show. È stato qualcosa di più: spariti i comici, più rari gli ospiti non cantanti, si è giocato sulla centralità della musica e delle canzoni. La scelta, a livello di ascolti, ha pagato e sembra destinata a dare un nuovo corso alla manifestazione.

- Inserito il 21 Feb 2010 da MLF
Povia (ancora lui): verso Sanremo con una canzone sul caso Englaro

L´eutanasia all´Ariston. E Cristicchi ironizza su Carla Bruni

MILANO - Ancora lui: si tor­na a parlare di Sanremo e alla ribalta c´è di nuovo Povia. Dopo aver conquistato un Festival «fuori gara» con «I bambini fan­no oh» (2007), dopo il suo inno alla fedeltà coniugale in «Vorrei avere il becco» (che vinse nel 2008) e dopo la canzone sul­l´omosessuale che torna etero («Luca era gay», 2009) rieccolo quasi sicuro partecipante all´edi­zione 2010 con un brano desti­nato a sollevare un polverone. La canzone è infatti dedicata alla drammatica vicenda di Elua­na Englaro, la giovane donna entrata in coma il 18 gennaio 1992 e rimasta in stato vegetati­vo per 17 anni alimentata artifi­cialmente. Il padre Beppino En­glaro, intraprese una lunga bat­taglia legale affinché il calvario della figlia finisse con la sospen­sione dell´idratazione e dell´ali­mentazione artificiale. Una vi­cenda legata al delicato tema dell´eutanasia che divise e divi­de ancora le coscienze.

- Inserito il 16 Dic 2009 da MLF

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